lunedì 5 marzo 2018

Matteo Guarnaccia: “Il grande libro della Psichedelia”



“Raggiunsi i confini della morte, varcai la soglia di Proserpina. Rivissi tutti gli stadi dell’essere, fui trasportato attraverso tutti gli elementi del cosmo. Vidi nella notte il sole brillare di candida luce, mi presentai al cospetto degli dei inferi e di quelli del cielo, li adorai da vicino”. (L’Asino d’oro – Apuleio)
Citando Lucio Apuleio, scrittore, sacerdote, filosofo e mago romano di scuola platonica, Matteo Guarnaccia nell’incipit del suo ultimo libro, “Il grande libro della Psichedelia”, ci catapulta nello straordinario viaggio dentro quella che potremmo definire come l’ultima vera turbolenta avanguardia del 900 che ha saputo cambiare la percezione e la comunicazione nella musica, nella moda, nel cinema, nella pubblicità e nel design. Matteo Guarnaccia, classe 1954 potremmo definirlo, se volessimo usare delle etichette convenzionali, un artista e storico del costume italiano; in estrema sintesi una figura di riferimento all’interno di quella che è stata ed è la cultura visionaria contemporanea. Di lui Albert Hofman (il “padre nobile” del dietilammide-25, al secolo conosciuto come LSD) ebbe a dire: “Divertente e filosofico, ha raggiunta la massima capacità espressiva possibile nel rendere per immagini le fantasie psichedeliche”. Agli inizi degli anni Settanta troviamo lo sciamano psichedelico attivo nella scena alternativa culturale con la rivista psichedelica Insekten Sekte, inizialmente nata come riproduzione eliografica, da lui fondata ad Amsterdam, prodotta e diffusa lungo tutto quel cammino identificabile come l’Hippie Trail (Milano, Montedomenico, Roma, Alpi austriache, Kabul, Katmandu, Amsterdam e Goa) dal 1969/70 al 1975: […] nel ’70 immerso in piena “Summer of Love” ad Amsterdam, tra barconi alieni, piantagioni pensili, mucche pezzate, raid al Paradiso e deliri vari, vidi scritto su un muro INSEKTEN SEKTE. Il suono e l’insieme di lettere mi intrigò moltissimo e da allora lo aggiunsi a tutti i manifesti… ecco come è venuto fuori questo nome paraesoterico […]. Le sue opere sono state esposte alla Triennale di Milano, alla Hall of Flowers di San Francisco, dalla Biennale di Venezia al Museo Pecci di Prato, alla Fondazione Mazzotta e Mudima di Milano e al LAC di Lugano. Mentre i suoi lavori compaiono su importanti riviste e cataloghi internazionali, fra cui “Art of Modern Rock” (USA) e “Underground Culture from all Parts of the World” (Giappone). Ha collaborato, occupandosi di vari progetti, con alcuni dei più importanti atelier di moda (ad esempio ricordiamo Vivienne Westwood) così come nel campo del design (dal 2006 è docente di Fashion Design presso la NABA di Milano). Mentre nel campo musicale ha lavorato come art director con i Timoria, Garybaldi, Byrds e Donovan. Tornando al mondo della cultura underground Matteo Guarnaccia ha trattato l’argomento in diverse sue opere tra cui “Arte psichedelica & controcultura in Italia” (1988), “Beat & Mondo Beat” (1996), “Almanacco psichedelico” (1996), “Provos” (1997), “Summer of love” (1997), “Paradiso psichedelico” (1998), “Magical Mystery Book” (1998), “Underground Italiana” (2000), “Hippies” (2002) e, infine, in queste settimane nel suo ultimo libro: “Il grande libro della Psichedelia” (edito da Hoepli e a cura di Ezio Guitamacchi). 19 aprile 1943, Europa, Varsavia. Ha inizio quella che in seguito venne definita come la Rivolta del ghetto verso le autorità tedesche occupanti la capitale polacca. Stesso giorno presso i Laboratori Sandoz di Basilea. Tardo pomeriggio. Il Dr. Hoffmann ripetendo la sintesi della segale cornuta inavvertitamente fa’ cadere una piccola quantità di sostanza sulla sua mano. Subito una stana sensazione d’irrequietezza, di leggera vertigine. Tre giorni dopo Hofmann assunse l’LSD prima di tornare a casa in bicicletta (il primo Bicycle Day) […] all’interno del mio campo visivo la realtà era distorta come vista attraverso uno specchio curvo […] (fonte LSD – My Problem Child del Dr. Hoffmann). Da quel momento, come scrive lo stesso Guarnaccia nel primo capitolo del suo libro. “1900/1959 Indiani e cowboy, giungle e salotti, scienziati e spie”: un’idea che ancora non ha nome inizia un lungo assedio alla fortezza del pensiero occidentale “logico, geometrico, razionale”. Prende forma la Psichedelia e la cultura che gli ruota intorno: il rivelare, mettere a nudo l’anima. Cinquant’anni sono passati da quando a San Francisco, nel cuore dell’occidente industrializzato, in pieno boom economico e in modo del tutto inaspettato, iniziò a germogliare il seme della cultura visionaria meglio conosciuta come Summer Of Love. Nonostante tanti anni siano passati, l’autore (a ragione) ci ricorda che la ragione per  cui occuparsi della Psichedelia è che essa è ancora viva e vegeta tra noi: nonostante le sole otto ore di durata del viaggio chimico. Il viaggio, all’interno del libro, si articola attraverso sei capitoli; quattro lo suddividono anche in termini di datazione: “1900/1959 Indiani e cowboy, giungle e salotti, scienziati e spie”; “1960/1964 Tutti credono di avere una missione”; “1965/1966 Are You Experienced?”; “1967 e oltre It’s all too beautiful”; uno poi tratta tutto ciò che ruota intorno al tubo catodico e lo schermo in generale:(“Lo schermo selvaggio” ed infine, il capitolo inerente l’ambiente psichedelico nostrano (“Psichedelia Italian style”). Un viaggio carico di colori sgargianti con al suo interno più di cinquecento fotografie. Un libro questo di Matteo Guarnaccia accattivante e capace di destare l’attenzione del lettore lungo tutto il percorso, che per sua natura presenta molteplici aspetti. Un percorso che si snoda a partire dai circoli intellettuali europei (Ernst Junger, Walter Benjamin, Aldous Huxley) attingendo a piene mani nelle controculture ribelli del periodo (come ad esempio i beat e gli hippies) sino ad approdare all’esplosione musicale (come non ricordare ad esempio Jimi Hendrix, i Jefferson Airplane o gli stessi Beatles?). Un percorso pregno di spunti di approfondimento, curiosità e immagini suggestive (collage, copertine, locandine). Un volume bello da sfogliare e che non può assolutamente mancare nelle vostre librerie. Alla via così.



Il grande libro della psichedelia - Le interviste alla Hoepli di Milano





"La storia più inverosimile del '900 raccontata davanti e dietro le quinte del Teatro Magico! Dalla fine dell'Ottocento in poi, l'utilizzo "mistico-creativo" delle sostanze psichedeliche, inizialmente prodotte a scopo terapeutico dall'industria farmaceutica, ha scatenato un inaspettato effetto domino nella cultura occidentale. Un impatto che è stato evidente non soltanto nella musica e nelle arti visive – complice la grande potenza comunicativa del rock – ma anche e più di quanto comunemente si pensi, in altri campi: cinema, moda, pubblicità, architettura, design e scienza. Questo libro racconta i momenti in cui la filosofia psichedelica, una delle ultime avanguardie del Novecento, è entrata in maniera impetuosa e fattiva in società. Un viaggio letterario e visivo attraverso il Messico di Antonin Artaud, la Berlino di Weimar, gli abiti di Emilio Pucci, i film di Federico Fellini e Stanley Kubrick, il design di Ettore Sottsass, i riti magici di Aleister Crowley, la psicanalisi junghiana, il packaging delle scatole di cereali americane, i fumetti di Robert Crumb, il look delle linee aeree, oltre naturalmente alla musica, ai poster di San Francisco, alle riviste underground, dai Pink Floyd ai Jefferson Airplane, dalla pubblicità alla sperimentazione artistica. Senza tralasciare l'eredità che questa rivoluzione estetica ed esistenziale ha avuto nella cultura digitale contemporanea. Insomma, la psichedelia è ancora tra di noi, ed è durata ben oltre le otto ore canoniche."

UNO STRAORDINARIO VIAGGIO DENTRO L'ULTIMA TURBOLENTA AVANGUARDIA DEL '900 CHE HA CAMBIATO LA PERCEZIONE E LA COMUNICAZIONE NELLA MUSICA, NELLA MODA, NEL CINEMA, NELLA PUBBLICITÀ, NEL DESIGN. 

Dagli anni Sessanta in avanti, l'utilizzo "mistico-creativo" delle sostanze psichedeliche, inizialmente prodotte per scopi terapeutici dall'industria farmaceutica, poi utilizzate in ambito militare, ha prodotto un inaspettato effetto domino nella cultura occidentale. Un impatto che è stato evidente non soltanto nella musica e nelle arti visive - complice la grande potenza comunicativa del rock - ma anche e più di quanto comunemente si pensi, in altri campi: cinema, moda, pubblicità, architettura, design e scienza.
Questa opera segue la filosofia psichedelica, dai posati circoli intellettuali europei (Ernst Junger, Walter Benjamin, Aldous Huxley) alle controculture ribelli (beat, hippies) sino all'esplosione artistica (Jimi Hendrix, Jefferson Airplane, Beatles).
Sfogliandone le pagine ci si può imbattere negli abiti di Emilio Pucci o nei film di Federico Fellini e Stanley Kubrick, nel design di Ettore Sottsass o nelle architetture di Archigram, nelle avventure di James Bond, negli store Fiorucci e Biba, nei fumetti e nelle riviste underground, nei complotti dei servizi segreti, nello sciamanesimo elettronico e in molto, molto altro.
Seguendone le tracce si arriva a quella che è la sua più diretta eredità: la cultura digitale.

Matteo Guarnaccia è artista e storico del costume, figura di riferimento dell'arte visionaria contemporanea, conduttore radio/tv, scrittore, docente di fashion design, attivo nel campo del design e della moda. Collabora a testate italiane e straniere ("Vogue", "D-La Repubblica", "Gap Japan", "Gioia", "Abitare", "Wired") ha scritto una trentina di saggi dedicati alla moda e alle culture alternative tra cui Quelli che Milano (Rizzoli), Ribelli con stile (Shake), Fiorucci; Fashion Sabotage; Pirati; Bob Dylan PlayBook; David Bowie PlayBook (24HCultura), "Vivienne Westwood Shoes" (Damiani).

Furono lo scrittore britannico Aldous Huxley e il suo amico psichiatra Humphry Osmond i padri del termine psichedelico (da psyche anima e delein manifestare: rivelatore della mente). "Per provare il demoniaco e assurgere all'angelico, basta prendere un po' di psichedelico". Huxley è quello delle Porte della percezione. Le porte di Jim Morrison. Le porte di William Blake.
"Se le porte della percezione fossero aperte, tutto apparirebbe all'uomo come in effetti è: infinito." William Blake 
Huxley, i Doors, William Blake. Aggiungiamo anche Fantasia di Walt Disney, le stampe di Pucci, 2001 Odissea nello spazio. Woodstock, 007 Missione Goldfinger e gli stabilimenti farmaceutici Sandoz in Svizzera. Ringo Starr e Cary Grant, le comunità hippie, Giulietta degli spiriti, Michelangelo Antonioni. 
Il viaggio psichedelico inizia dal peyote messicano, attraversa l'Europa, si concentra tra la Svizzera e la Germania, conosce il nazismo, le strategie CIA sul controllo della mente, incontra la poesia, si fa movimento contro il conformismo estetico e mentale, dai palcoscenici di Broadway con Qualcuno volò sul nido del cuculo, al fango della guerra in Vietnam, dalla Road 66 a Lucy in the sky with diamonds. 
La psichedelia ha il sound della chitarra di Jimi Hendrix e le emozioni vibranti del sitar di Ravi Shankar, il sapore dei funghi di Alice nel paese delle meraviglie, la bellezza sfrontata e disinibita di Janis Joplin, l'erotismo della Salomè di Carmelo Bene. 
Donne farfalle coi fiori nei capelli contro i cliché degli anni 50 americani, stampe paisley, ninnoli e colore, uomini coi capelli lunghi, perché aiutano a entrare in armonia con l'universo. La sperimentazione chimica è protagonista dei salotti intellettuali come modo per espandere la propria coscienza, per incontrare "le più genuine manifestazioni della psiche umana", per farsi divergenza e creatività, per vedere il mondo con occhi diversi. 
Un movimento sovversivo, quello della psichedelia, un'avanguardia intellettuale e parareligiosa, che ha contagiato la moderna cultura occidentale provocando una deflagrazione allucinata e geniale che ha investito ogni campo, fino alla rivoluzione digitale visionaria di Steve Jobs. 
Il grande libro della psichedelia è un viaggio poliedrico nel fenomeno sociale più scombinato e fantasioso dell'era moderna, un viaggio testuale e visivo, nel quale Matteo Guarnaccia regala collage meravigliosi, citazioni, stralci di canzoni e poemi, copertine di album e di riviste, creando legami di ispirazione e facendo scoprire eredità di pensiero che aiutano a decifrare tanti fenomeni culturali e sociali che ci appartengono e dei quali siamo inconsapevoli debitori. 

Recensione di Francesca Cingoli

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